Oman in 10 giorni fai da te: itinerario in auto da Muscat (2026)

Un dromedario cammina tra le dune di sabbia di Wahiba Sands in Oman

Regole d’ingresso, prezzi, orari e distanze controllati il 1° ottobre 2026. Cambio usato: 1 rial omanita (OMR) = 2,31 euro.

L’Oman si gira bene in auto e da soli: superstrade tra le città principali, segnaletica in arabo e in inglese, nessun pedaggio e benzina a poco più di mezzo euro al litro. In dieci giorni si fa un anello completo partendo da Muscat. Prima la costa con i wadi e le tartarughe, poi una notte nel deserto di Wahiba e infine Nizwa con i forti e le montagne dell’Hajar, a due ore dall’aeroporto per il volo di ritorno.

Questo è il programma giorno per giorno, con i chilometri di ogni tratta, le tappe dove serve il 4×4, i prezzi degli ingressi e quanto costa in tutto.

Mappa dell'itinerario di 10 giorni in Oman in auto: Muscat, Wadi Shab, Sur, Ras al Jinz, Wahiba Sands e Nizwa, con deviazioni a Bahla, Jabreen, Misfat e Jebel Shams3h45 min2h152h302hBimmah SinkholeWadi ShabWadi Bani KhalidBahlaJabreenMisfatJebel Shams1Muscat2 notti2Sur1 notte3Ras al Jinz1 notte4Wahiba Sands1 notte al campo5Nizwa4 nottiAeroporto di MuscatOman in 10 giorniSpostamento in autoDeviazione in giornataviaggiareinasia.it · dati cartografici Natural Earth

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L'anello di 10 giorni in senso orario: in linea continua gli spostamenti in auto, tratteggiate le deviazioni in giornata da Nizwa.

L’itinerario in sintesi

  • Giorni 1-2: Muscat (2 notti).
  • Giorno 3: Bimmah Sinkhole e Wadi Shab, poi Sur (1 notte).
  • Giorno 4: Sur, Ras al Hadd e le tartarughe di Ras al Jinz (1 notte).
  • Giorno 5: Wadi Bani Khalid e il deserto di Wahiba Sands (1 notte in campo tendato).
  • Giorni 6-9: Nizwa (4 notti), con Bahla, Jabreen, Misfat e Jebel Shams in giornata.
  • Giorno 10: rientro a Muscat e volo.
  • Circa 1.150 km di guida in tutto. Per gli italiani niente visto fino a 14 giorni.

Il programma giorno per giorno

Abbiamo scelto il senso orario, con la costa all’inizio e le montagne alla fine. Così il pezzo più lungo da guidare cade nei primi giorni, quando si è riposati, e l’ultimo trasferimento verso l’aeroporto è di sole due ore su autostrada. Chi preferisce il contrario trova la variante più sotto.

Giorni 1-2: Muscat

Il volo Neos da Malpensa atterra a Muscat la sera, quello Oman Air da Fiumicino all’alba. In ogni caso il primo giorno serve per ritirare l’auto, sistemarsi e fare due passi sulla corniche di Muttrah, il lungomare con le case bianche e le barche dei pescatori. Il souk di Muttrah, alle spalle della corniche, si gira meglio la sera, quando fa più fresco: incenso, argento, lampade e halwa omanita, il dolce che si offre agli ospiti con il caffè.

Il secondo giorno parte presto, perché la Grande Moschea del Sultano Qaboos apre ai visitatori non musulmani solo la mattina, dal sabato al giovedì, dalle 8 o dalle 9 a seconda della fonte fino alle 11. Il venerdì è chiusa. L’ingresso è gratuito (a inizio 2025 era stato introdotto un biglietto, ritirato dopo poche settimane), ma il codice di abbigliamento è rigido: braccia e gambe coperte per tutti, capelli coperti per le donne, e all’ingresso l’abito sbagliato vuol dire niente visita. Nel pomeriggio noi andremmo nella Muscat vecchia, con il palazzo Al Alam (si vede solo da fuori) tra i due forti portoghesi di Jalali e Mirani, e il Museo nazionale dell’Oman per farsi un’idea della storia del paese prima di partire verso l’interno.

Giorno 3: Bimmah Sinkhole e Wadi Shab, fino a Sur

Si esce da Muscat verso sud sulla strada costiera. Dopo circa un’ora e mezza c’è il Bimmah Sinkhole, una dolina di acqua turchese dentro un parco pubblico: l’ingresso è gratuito secondo la maggior parte delle fonti del 2026 (qualcuna parla di 500 baisa, cioè poco più di un euro). Si scende con una scala di cemento e si può fare il bagno.

Altri 30 km e si arriva al Wadi Shab, il wadi più famoso del paese. Una barchetta attraversa il primo tratto d’acqua in cinque minuti per 1 OMR a persona andata e ritorno, da pagare in contanti, dalle 7 circa fino alle 17:30-18. Poi si cammina tra le pareti del canyon fino alle pozze, si nuota per l’ultimo tratto e ci si infila in una fessura nella roccia che porta a una piccola cascata dentro una grotta. Calcola circa tre ore tra andata e ritorno e porta scarpe che possano bagnarsi. Il parcheggio è gratuito. Da qui a Sur è meno di un’ora.

Le pareti del canyon del Wadi Shab che si specchiano in una pozza verde
Il Wadi Shab. Foto: Chris Linnett su Unsplash

Giorno 4: Sur, Ras al Hadd e le tartarughe di Ras al Jinz

Sur è la città dei dhow, le barche di legno con cui gli omaniti commerciavano con l’Africa orientale e l’India. Nel cantiere navale se ne vedono ancora alcuni in costruzione, e dall’altra parte della laguna c’è il faro di Al Ayjah con le sue case bianche. È una città tranquilla, da vedere con calma la mattina.

Nel pomeriggio si prosegue per 45 km fino a Ras al Hadd, il punto più a est della penisola arabica, e alla riserva delle tartarughe di Ras al Jinz. Qui le tartarughe verdi vengono a deporre le uova sulla spiaggia. Le visite sono guidate, in gruppi fino a 25 persone, con turni alle 21 e alle 23 e una passeggiata all’alba per chi dorme nella riserva. Il prezzo va da 7 a 10 OMR a seconda della fonte e del canale di prenotazione: noi prenoteremmo direttamente con la riserva, con qualche giorno di anticipo. Il picco delle deposizioni è tra luglio e ottobre. In inverno si vedono meno femmine, ma è il periodo delle schiuse, con i piccoli che corrono verso il mare.

Per dormire ci sono le camere e le tende della riserva stessa, 50-80 OMR la doppia con colazione, oppure le guesthouse di Ras al Hadd. Secondo noi conviene restare qui piuttosto che tornare a Sur di notte: Viaggiare Sicuri sconsiglia di guidare col buio sulle strade non illuminate, per via di cammelli e capre.

Giorno 5: Wadi Bani Khalid e Wahiba Sands

Si lascia la costa e si va verso l’interno. Il Wadi Bani Khalid è il contrario del Wadi Shab: ci si arriva su strada asfaltata, si cammina un quarto d’ora e si trovano pozze verdi dove fare il bagno, più facili e frequentate. Le donne fanno bene a tenere una maglietta sopra il costume, perché è un posto frequentato da famiglie omanite.

Nel pomeriggio si arriva alle porte del deserto, a Bidiyah o ad Al Wasil. Qui ci sono due possibilità. Con un 4×4 si sgonfiano le gomme a 18-20 PSI al distributore e si guida da soli sulla sabbia fino al campo, ricordando di rigonfiarle a 30-35 PSI prima di tornare sull’asfalto. Con un’auto normale la si lascia al parcheggio del campo, che ti viene a prendere con il suo fuoristrada: in genere costa 15-20 OMR a veicolo, andata e ritorno.

Il campo è la spesa più variabile del viaggio. Questi sono i prezzi a persona per una notte con cena e colazione, secondo la guida di Oman Spirit aggiornata al 2026:

FasciaCampoA persona, mezza pensione
EconomicaAl Raha Campda 50 $ (circa 44 €)
Media1000 Nights Campda 95 $ (circa 84 €)
MediaNomadic Desert Campda 110 $ (circa 98 €)
AltaArabian Oryx Campda 160 $ (circa 142 €)
AltaDesert Nights Campcirca 180 $ (circa 160 €)

Al tramonto si sale sulle dune a piedi. Da dicembre a febbraio di notte nel deserto si scende a 12-15 gradi, quindi metti in valigia una felpa pesante. Chi vuole provare il dune bashing o un giro in cammello lo prenota al campo. Noi, dopo una giornata in macchina, resteremmo sulle dune ad aspettare il buio.

Giorno 6: dal deserto a Nizwa

Sveglia presto per l’alba sulle dune, poi colazione e partenza. Da Bidiyah a Nizwa sono 185 km, circa due ore e mezza, passando per Ibra. Nizwa è la base per i prossimi quattro giorni: un’unica valigia da disfare e tutte le gite in giornata. La sera si fa un primo giro nel souk, che è ancora un mercato vero, con datteri, spezie, ceramiche e i khanjar, i pugnali ricurvi che compaiono anche sulla bandiera dell’Oman.

Giorno 7: Nizwa e Birkat al Mouz

Il forte di Nizwa, con la grande torre rotonda del Seicento, si visita dalle 8 alle 20 dal sabato al giovedì, con una pausa a metà giornata il venerdì. Il biglietto costa 5 OMR. Dalla cima della torre si vede tutta l’oasi di palme.

Se sei a Nizwa di venerdì, dalle 7 alle 9 circa c’è il mercato del bestiame accanto al souk: gli allevatori fanno girare capre e mucche in cerchio mentre i compratori fanno le offerte. Nel pomeriggio si va a Birkat al Mouz, 25 km verso Muscat. Il villaggio vecchio in fango è abbandonato e si gira liberamente, e accanto passa il falaj Al Khatmeen, uno dei cinque canali d’irrigazione omaniti iscritti nel patrimonio UNESCO.

Giorno 8: Bahla, Jabreen, Al Hamra e Misfat

Una giornata di forti e villaggi, tutti su strada asfaltata. Il forte di Bahla, patrimonio UNESCO, è uno dei più antichi e grandi del paese, con le mura in mattoni di fango che corrono intorno all’oasi (5 OMR). A pochi chilometri c’è il castello di Jabreen, più piccolo ma secondo noi il più bello dentro, con i soffitti dipinti e le stanze arredate (3,15 OMR, dalle 9 alle 16 circa).

Si risale poi verso le montagne. Ad Al Hamra c’è un villaggio di case in fango a più piani, in parte abbandonato. Poco sopra c’è Misfat al Abriyeen, appoggiato alla montagna, con un sentiero che segue il falaj tra palme da dattero e banani. È ancora abitato: vestiti coperti e niente foto alle persone senza chiedere.

Giorno 9: Jebel Shams e il Balcony Walk

Il Jebel Shams è la montagna più alta dell’Oman, e dalla cima si guarda dentro il Wadi Ghul, il canyon che qui chiamano il Grand Canyon d’Arabia. Il sentiero più famoso è il Balcony Walk (W6): 9 km andata e ritorno, 3-4 ore, lungo una cengia a strapiombo fino a un villaggio abbandonato. Il parcheggio in cima costa 2 OMR. L’ultimo tratto di strada è sterrato e ripido, e per salire serve un 4×4. Da Nizwa calcola circa un’ora e mezza.

L’alternativa è il Jebel Akhdar, la montagna verde, con i villaggi a terrazze e in primavera le rose usate per l’acqua di rose. Alla base della strada c’è un posto di blocco della polizia che lascia passare solo i 4×4. Senza fuoristrada si può salire con un tour, oppure restare in zona e vedere le rovine di Tanuf.

Giorno 10: rientro a Muscat

Da Nizwa all’aeroporto di Muscat sono circa 180 km di autostrada, un paio d’ore. Il volo Oman Air per Fiumicino parte nel primo pomeriggio, quindi c’è tempo per un’ultima colazione con calma. Se il tuo volo parte la mattina presto, sposta la quarta notte di Nizwa a Muscat e fai il trasferimento il giorno 9 dopo il Jebel Shams.

Distanze e tempi di guida

Abbiamo calcolato le tratte con i dati di OpenStreetMap e le abbiamo confrontate con le guide di viaggio. I tempi sono senza soste.

TrattaKmTempo
Muscat – Bimmah Sinkhole1271 h 30
Muscat – Wadi Shab1552 h 15
Wadi Shab – Sur521 h
Muscat – Sur (diretto)2042 h 30
Sur – Ras al Jinz4545 min
Ras al Jinz – Bidiyah (Wahiba), passando per Wadi Bani Khalidcirca 1552 h 15
Bidiyah – Nizwa1852 h 30
Nizwa – Jebel Shamscirca 901 h 30
Nizwa – Jebel Akhdar (Saiq)591 h
Nizwa – Muscat1802 h

Contando le deviazioni in giornata da Nizwa si arriva a circa 1.150 km. Il trasferimento più lungo è il primo, da Muscat a Sur passando per Bimmah e il Wadi Shab, con circa tre ore di guida. Noi aggiungeremmo sempre un’ora per le soste: i distributori, fuori dalle città, sono pochi, e conviene fare il pieno ogni volta che se ne trova uno.

Serve il 4×4? Tappa per tappa

Il 4×4 serve per due tappe su dieci, entrambe in montagna. Nel deserto è utile ma se ne può fare a meno.

TappaAuto normaleNote
Muscat, costa, Wadi Shab, Sur, Ras al JinzSìTutto asfaltato
Wadi Bani KhalidSìStrada asfaltata fino al parcheggio
Wahiba SandsFino al bordo del desertoPoi transfer del campo (15-20 OMR) o 4×4 con gomme sgonfiate
Nizwa, Bahla, Jabreen, Al Hamra, MisfatSìTutto asfaltato
Jebel ShamsNoUltimo tratto sterrato e ripido
Jebel AkhdarNoPosto di blocco della polizia: passano solo 4×4

Secondo noi il 4×4 vale la spesa se nel programma ci sono il Jebel Shams o il Jebel Akhdar. Senza le montagne basta un’auto normale, e il deserto si raggiunge col transfer del campo. Sui comparatori come DiscoverCars, ad aeroporto di Muscat, un’utilitaria parte da 16 euro al giorno e un SUV o 4×4 da 40. Dicembre è il mese più caro, con una media intorno ai 47 euro al giorno, e su KAYAK un 4×4 costa in media 66 dollari al giorno (circa 59 euro).

Patente e regole della strada

Per i soggiorni fino a tre mesi basta la patente italiana, secondo Viaggiare Sicuri. Alcune compagnie di noleggio però chiedono comunque il permesso internazionale, quindi leggi le condizioni prima di prenotare, oppure richiedi il permesso internazionale in motorizzazione prima di partire. L’assicurazione dell’auto è obbligatoria e le polizze straniere non valgono: si fa con il noleggio.

Si guida a destra. I limiti sono 60-80 km/h in città, 100 sulle strade principali e 120 sulle extraurbane, e gli autovelox sono ovunque. Alcune infrazioni sono trattate in modo molto più severo che da noi: passare col rosso, sorpassare a destra, guidare dopo aver bevuto o superare il limite di oltre 70 km/h vuol dire 48 ore di carcere, auto sequestrata per una settimana e 75 OMR di multa. Le multe si pagano all’uscita dal paese. La benzina costa circa 0,24 OMR al litro, cioè intorno ai 55 centesimi.

Documenti per entrare in Oman

Gli italiani non hanno bisogno del visto per una vacanza fino a 14 giorni: si riceve un timbro all’arrivo, gratis, non rinnovabile. Chi resta oltre paga 10 OMR al giorno di multa. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità. Il Ministero degli Esteri omanita, nella pagina aggiornata a settembre 2026, chiede per l’esenzione anche:

  • il biglietto di ritorno confermato;
  • la prenotazione dell’hotel;
  • un’assicurazione sanitaria;
  • mezzi economici sufficienti per il soggiorno.

Per stare più di 14 giorni serve il visto elettronico, da chiedere solo sul sito ufficiale della Royal Oman Police (evisa.rop.gov.om). Viaggiare Sicuri raccomanda di evitare gli altri siti che lo offrono. Sull’assicurazione, Viaggiare Sicuri consiglia una polizza con spese mediche e rimpatrio: gli stranieri, tranne che in emergenza, si curano nelle strutture private. Coperture, costi e clausole sono nella nostra guida all’assicurazione viaggio per l’Oman. Il fuso orario è di 3 ore avanti rispetto all’Italia, 2 quando da noi c’è l’ora legale.

Voli dall’Italia

Da Milano Malpensa volano diretti su Muscat Oman Air (quattro voli a settimana secondo Viaggiare Sicuri), Neos e SalamAir, con un volo di 6 ore e 20-35 minuti. Da Roma Fiumicino c’è il diretto Oman Air, di circa 7 ore. ITA Airways non vola in Oman. In alternativa si fa scalo a Dubai, da cui flydubai collega Muscat in poco più di un’ora. Il 1° ottobre 2026 Oman Air pubblicava tariffe da 152 euro solo andata da Malpensa. Per dicembre e Capodanno noi prenoteremmo con qualche mese di anticipo.

Quando andare

I mesi migliori per questo itinerario sono dicembre, gennaio e febbraio. Novembre e marzo vanno ancora bene, con massime intorno ai 30 gradi. Ottobre è caldo, con 35 gradi di giorno, ma il mare a 29-30 gradi rende piacevoli i wadi e le spiagge. Da maggio a settembre a Muscat si superano i 35 gradi di massima ogni giorno, con un’umidità che rende faticoso anche camminare in città.

MeseMassima mediaMinima mediaMare
Gennaio25 °C17 °C24 °C
Febbraio26 °C18 °C23 °C
Marzo29 °C20 °C25 °C
Aprile35 °C25 °C27 °C
Maggio40 °C29 °C30 °C
Giugno39 °C30 °C31-32 °C
Luglio37 °C30 °C31-32 °C
Agosto36 °C28 °C31 °C
Settembre36 °C27 °C30 °C
Ottobre35 °C25 °C29-30 °C
Novembre30 °C21 °C28 °C
Dicembre27 °C18 °C25-26 °C

I valori sono di Muscat. In montagna fa più fresco, quindi per il Jebel Shams porta una giacca. Salalah, nel sud, fa storia a sé. Da fine giugno a fine settembre c’è il khareef, il monsone che porta pioggerella, nebbia e colline verdi, ed è la stagione in cui ci vanno gli omaniti e i turisti del Golfo. Con l’itinerario di questa guida però non c’entra: Salalah è a più di mille chilometri da Muscat e ci si va in aereo.

L’Oman è sicuro nel 2026?

Viaggiare Sicuri, nella scheda aggiornata a settembre 2026, descrive l’Oman come un paese stabile con criminalità bassa. Aggiunge però che il permanere delle tensioni nel Golfo non permette di escludere azioni ostili nell’area, e sconsiglia la zona di confine con lo Yemen, lontana da questo itinerario. Tra febbraio e luglio 2026 ci sono stati attacchi a porti e impianti industriali, non alle zone turistiche, e l’aeroporto di Muscat è sempre rimasto aperto. Alcune compagnie hanno comunque sospeso i voli: Lufthansa, SWISS e Austrian non volano su Muscat almeno fino al 24 ottobre 2026.

Noi prima di prenotare leggeremmo la scheda aggiornata di Viaggiare Sicuri, ci registreremmo su Dove siamo nel mondo della Farnesina e sceglieremmo voli e hotel con cancellazione gratuita. Il numero di emergenza in Oman è il 9999.

Quanto costa questo itinerario

Questi sono i nostri conti per due persone, voli esclusi, in tre fasce. Per gli hotel abbiamo usato i prezzi minimi mostrati da Booking, KAYAK e Trip.com il 1° ottobre 2026 per alberghi reali di ogni città, come lo Studio M o il Golden Tulip a Muscat, il Best Western a Sur e il Golden Tulip a Nizwa. Sono tariffe senza date precise: tra dicembre e febbraio possono salire, quindi prendile come base.

Voce, per 2 personeEconomicaMediaAlta
Auto per 10 giorni290 € (utilitaria)500 € (4×4)600 € (4×4)
Benzina, circa 1.150 km45 €65 €65 €
8 notti in hotel360 €600 €1.280 €
1 notte al campo, mezza pensione130 € (con transfer)170 €320 €
Ingressi, barca e tartarughe110 €110 €110 €
Cibo180 €400 €600 €
Totale per 2circa 1.100 €circa 1.850 €circa 2.950 €
A personacirca 560 €circa 920 €circa 1.500 €

Per il cibo ci siamo basati su Numbeo, aggiornato a settembre 2026: un pasto in un locale semplice costa circa 2 OMR (4,60 euro), una cena per due in un ristorante medio di Muscat 15 OMR (circa 35 euro), una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo al supermercato 0,27 OMR. Uno shawarma da strada costa meno di un rial. Al totale va aggiunto il volo: il 1° ottobre 2026 Oman Air pubblicava tariffe da 152 euro solo andata da Malpensa, ma per le date di Natale e Capodanno i prezzi salgono di molto.

La voce che cambia di più è l’hotel. Secondo noi conviene risparmiare sugli hotel di città, dove si arriva la sera e si riparte la mattina, e spendere qualcosa in più per il campo nel deserto.

Varianti dell’itinerario

In senso antiorario

Si va subito a Nizwa e alle montagne e si chiude con la costa: Muscat, Nizwa, Wahiba, Ras al Jinz, Sur e il Wadi Shab l’ultimo giorno. Il vantaggio è finire il viaggio in spiaggia. Lo svantaggio è che le tartarughe e i wadi capitano negli ultimi giorni, e se un tratto va storto non c’è margine per recuperarli.

Senza 4×4

Si toglie il Jebel Shams e si accorcia Nizwa a tre notti. Il giorno in più va a Muscat, per una gita in barca alle isole Daymaniyat: snorkeling con tartarughe e pesci tropicali, in genere su prenotazione con un tour da Muscat.

Con due giorni in più

Con 12 giorni noi aggiungeremmo una notte sul Jebel Akhdar e una alle Daymaniyat, oppure due giorni a Salalah con un volo interno da Muscat, d’inverno con il mare e le spiagge, d’estate con il verde del khareef. Il Musandam, l’enclave omanita affacciata sullo stretto di Hormuz, si raggiunge più facilmente da Dubai e merita un viaggio a parte. Nel 2026, con le tensioni nello stretto, controlla Viaggiare Sicuri prima di organizzarlo.

Cosa mettere in valigia

In Oman ci si veste coperti anche quando fa caldo: spalle e ginocchia coperte in città e nei villaggi, il costume solo in spiaggia e nelle pozze più turistiche. Per le donne un foulard leggero serve sia alla Grande Moschea sia contro il sole. Poi ci sono le cose pratiche che a questo itinerario servono davvero.

Le prese sono di tipo G, quelle inglesi a tre poli rettangolari, quindi serve un adattatore.

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Per i wadi servono scarpe che possano bagnarsi e che tengano sulle rocce: il Wadi Shab si fa in parte a nuoto e in parte camminando sui sassi.

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Nella grotta del Wadi Shab si arriva nuotando, e telefono e chiavi dell’auto restano asciutti solo in una sacca stagna.

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Un foulard ampio e leggero va bene per la moschea, il sole e la sabbia del deserto.

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Domande frequenti

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Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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