Onsen in Giappone: regole, tatuaggi e come funziona

Il villaggio termale di Kurokawa Onsen lungo il fiume, tra gli alberi

Regole, prezzi e politiche sui tatuaggi controllati a settembre 2026 sui siti ufficiali delle località e degli enti giapponesi.

In un onsen giapponese si entra nudi, dopo essersi lavati seduti alle docce, e si resta in vasche separate per uomini e donne. L’asciugamano piccolo e i capelli restano fuori dall’acqua, niente foto e niente alcol prima. Con i tatuaggi molti bagni pubblici rifiutano l’ingresso: le alternative sono i cerotti coprenti, le strutture che li accettano e i bagni privati.

Qui trovi le regole ufficiali delle terme e i dati dell’Agenzia del turismo giapponese sui tatuaggi.

In breve

  • Per la legge giapponese è onsen l’acqua che sgorga ad almeno 25 °C oppure che contiene almeno una delle 19 sostanze elencate.
  • Prima di entrare ti lavi da seduto, poi entri in vasca senza costume e senza asciugamano.
  • Nel 2015 il 56% degli hotel e ryokan che hanno risposto a un’indagine dell’Agenzia del turismo rifiutava gli ospiti con tatuaggi.
  • Kinosaki Onsen accetta i tatuaggi in tutti i bagni pubblici.
  • Un sento a Tokyo costa 600 yen dal 1° agosto 2026; il Dogo Onsen Honkan 700 yen, più 100 yen per l’asciugamano.

Onsen in Giappone: cosa sono

La parola onsen vuol dire sorgente termale, e in Giappone ha una definizione di legge. La Legge sulle sorgenti termali del 1948 (Onsen-hō), gestita dal Ministero dell’Ambiente, considera onsen l’acqua, il vapore o il gas che escono dal sottosuolo a una temperatura di almeno 25 °C alla sorgente. Se l’acqua è più fredda basta che contenga almeno una delle 19 sostanze elencate in tabella, per esempio 1 mg/kg di ioni litio, 250 mg/kg di anidride carbonica libera o 1.000 mg/kg di sali disciolti. Un bagno può quindi chiamarsi onsen anche se l’acqua esce tiepida e viene riscaldata.

Il sento è il bagno pubblico di quartiere, con acqua di rubinetto riscaldata. Per la legge sui bagni pubblici è un “bagno pubblico generale” e il prezzo lo fissa la prefettura: a Tokyo dal 1° agosto 2026 l’ingresso costa 600 yen per chi ha almeno 12 anni, 200 yen tra i 6 e gli 11 e 100 yen sotto i 6. Il super sento rientra negli “altri bagni pubblici”, quindi decide da sé il prezzo: di solito ha più vasche, sauna, rotenburo e ristorante, e può usare acqua termale oppure no.

Il rotenburo è la vasca all’aperto, spesso con vista su un giardino, un fiume o la montagna. Ci sono anche i bagni dei ryokan, le locande tradizionali, che per gli ospiti sono compresi nel prezzo della camera.

Come funziona un onsen, passo per passo

  1. All’ingresso trovi due tende, i noren. Di solito quella blu con il carattere 男 è per gli uomini, quella rossa con 女 per le donne. I colori cambiano da un posto all’altro, quindi guarda il carattere.
  2. Nello spogliatoio lasci scarpe e vestiti negli armadietti o nei cesti. La chiave dell’armadietto spesso ha un elastico da mettere al polso.
  3. Entri nudo, con in mano solo l’asciugamano piccolo.
  4. Ti siedi su uno sgabello davanti alle docce e ti lavi tutto, shampoo compreso. Poi sciacqui sgabello e bacinella e li rimetti a posto.
  5. Se lungo la vasca c’è il kakeyu, ti versi addosso un po’ d’acqua calda partendo dai piedi, per abituare il corpo alla temperatura.
  6. Entri piano. Capelli lunghi raccolti, asciugamano piegato sulla testa o sul bordo.
  7. Prima di tornare nello spogliatoio ti asciughi con l’asciugamano piccolo, così non bagni il pavimento.

Le vasche comuni sono divise per sesso. La prima volta secondo noi conviene andarci nelle ore meno affollate, quando nessuno ti guarda mentre cerchi di capire dove si prende lo sgabello.

Ingresso di un onsen con il noren appeso, sotto la neve, a Jozankei
L'ingresso di un onsen a Jozankei, vicino a Sapporo: il noren indica dove si entra. Foto: hiding ninja su Unsplash

Le regole e il galateo

Le regole cambiano poco da una località all’altra. Quelle pubblicate dal Dogo Onsen e dall’associazione turistica di Kinosaki coincidono quasi del tutto: niente costume e niente asciugamano addosso, niente tuffi e niente nuoto, non si corre e non si fa rumore. Non lavarti vicino al getto d’acqua che riempie la vasca e non strizzare l’asciugamano dentro la vasca. A Dogo vietano anche di lavare i vestiti, tingersi i capelli e tenere il posto con i propri oggetti.

Le foto sono vietate, e l’ente del turismo giapponese (JNTO) lo scrive senza mezzi termini. A Dogo il cellulare non entra nemmeno nello spogliatoio. Se vuoi una foto del rotenburo chiedi alla reception: molti ryokan pubblicano le immagini dei bagni vuoti.

Il Ministero dell’Ambiente chiede di non entrare in vasca subito prima o subito dopo i pasti e dopo aver bevuto alcol, e soprattutto da ubriachi. Dogo lo scrive anche all’ingresso. Consiglia inoltre di bere circa un bicchiere d’acqua dopo il bagno e di riposare mezz’ora al caldo.

Per i tempi il Ministero suggerisce di cominciare con 3-10 minuti e di allungare fino a 15-20 minuti quando ci si è abituati, con uno o due bagni al giorno. Secondo noi la prima sera in ryokan è meglio fare più immersioni brevi invece di una lunga, perché l’acqua spesso è più calda di quella di casa.

Sul ciclo mestruale non abbiamo trovato una regola ufficiale nazionale. Le vasche però sono comuni e tutto il galateo serve a tenere pulita l’acqua, quindi in quei giorni noi sceglieremmo un bagno privato o la vasca in camera, e chiederemmo alla struttura.

I bambini sono ammessi in molti onsen, ma JNTO consiglia di controllare prima le regole. Dal 2020 le linee guida del Ministero della Salute fissano a circa 7 anni l’età oltre la quale un bambino non entra nella vasca del sesso opposto: se sei una mamma con un figlio di 8 anni, lui va con il papà. A Tokyo il limite vale dal 1° gennaio 2022, altre prefetture hanno aggiornato le regole in date diverse.

Onsen e tatuaggi

Perché sono vietati

In Giappone i tatuaggi hanno una storia lunga. Il governo li vietò a fine Ottocento e il divieto cadde solo nel 1948, durante l’occupazione americana. Intanto erano diventati il segno della yakuza, la criminalità organizzata. Secondo JNTO dagli anni Sessanta film e televisione hanno sempre mostrato i gangster pieni di tatuaggi, e l’associazione è rimasta. Molti gestori quindi temono le lamentele degli altri clienti. Il problema è di immagine: la guida dell’Agenzia del turismo del 2016 ricordava che i tatuaggi non creano problemi di igiene.

Quanti onsen li rifiutano

L’unica indagine ufficiale che abbiamo trovato è dell’Agenzia del turismo giapponese (Japan Tourism Agency), del giugno 2015. Ha scritto a 3.768 hotel e ryokan, ne hanno risposto 581:

Politica sui tatuaggiStrutture
Rifiutano l’ingresso ai bagni56%
Accettano31%
Accettano se il tatuaggio è coperto13%

Il 47% ha detto di aver ricevuto lamentele di altri clienti. Il campione è piccolo (circa il 15% delle strutture contattate) e sono passati undici anni, quindi prendilo come un ordine di grandezza.

Come stanno cambiando le cose

Nel marzo 2016 l’Agenzia del turismo ha mandato alle strutture una guida con tre soluzioni per gli stranieri tatuati: coprire il tatuaggio con un adesivo o una fascia, proporre orari meno affollati e indicare i bagni privati. JNTO oggi scrive che le cose stanno cambiando e che molti gestori guardano i casi uno per uno.

Alcune località hanno deciso per tutti. A Kinosaki Onsen, nella prefettura di Hyogo, i bagni pubblici accettano tatuaggi di qualsiasi forma e dimensione. Il sito Tattoo Friendly elenca in giapponese e inglese oltre mille tra onsen, sento, hotel e ryokan che li ammettono, con filtri per zona.

Consigli pratici se hai un tatuaggio

  • Controlla sul sito della struttura o scrivi una mail prima di andare. Meglio una risposta scritta che una discussione alla cassa.
  • Per un tatuaggio piccolo prova i cerotti coprenti (tattoo seal o cover sticker), che JNTO dice di trovare anche da Don Quijote. Su un braccio intero non funzionano.
  • Prenota un kashikiri, il bagno privato a turni. Lì il tatuaggio non è un problema.
  • Scegli un ryokan con rotenburo in camera.
  • Usa Tattoo Friendly per trovare i bagni pubblici che ti accettano, e organizza qualche tappa a Kinosaki.

Se avessimo un tatuaggio visibile, secondo noi la scelta più tranquilla sarebbe una notte in ryokan con vasca privata, e i bagni pubblici solo dove l’ammissione è scritta sul sito.

Onsen misti (konyoku)

Il konyoku è il bagno misto, dove uomini e donne condividono la vasca. Una volta era comune, oggi i konyoku sono sempre meno, anche perché alcuni clienti si comportano male. Per salvarli il Ministero dell’Ambiente ha avviato nel gennaio 2022 una prova al Sukayu Onsen, nella prefettura di Aomori, con lo yuami-gi, un indumento da bagno che si tiene addosso in vasca.

Nei konyoku che lo permettono si entra con lo yuami-gi o con un asciugamano avvolto. Dove non è scritto, vale la regola generale e si entra nudi. Controlla sul sito della struttura prima di andare. Noi in un konyoku andremmo solo in coppia e in una struttura che fornisce lo yuami-gi.

Onsen privati e ryokan con rotenburo in camera

Il kashikiri buro (o kashikiri onsen) è un bagno che prenoti a turni solo per te. Per JNTO spesso costa un piccolo supplemento. È la soluzione per le coppie, per chi è timido e per chi ha tatuaggi.

La camera con rotenburo privato costa di più. Secondo Japan Ryokan Guide, i ryokan con bagno in camera stanno tra 35.000 e 60.000 yen a persona a notte con cena e colazione, mentre quelli di lusso con onsen all’aperto privato partono da 60.000 e arrivano oltre 150.000 yen. I prezzi sono a persona e nelle zone rurali del Kyushu e del Tohoku si spende meno che a Kyoto. Per una coppia ne abbiamo parlato nel viaggio di nozze in Giappone.

Onsen in Giappone: dove andare

Abbiamo scelto sette località facili da inserire in un primo viaggio, con i dati che danno i loro siti ufficiali.

Hakone

A circa un’ora e mezza da Shinjuku, ha una ventina di zone termali lungo la valle e intorno al lago Ashi, e bagni in uso da oltre mille anni. È la tappa classica per una notte in ryokan tra Tokyo e Kyoto, come nel nostro itinerario di 10 giorni in Giappone. Escursioni e sorgenti sono nella guida alle sorgenti calde di Hakone.

Beppu

Nella prefettura di Oita, in Kyushu, Beppu ha quasi 3.000 sorgenti, più del 10% di quelle del Giappone, e la portata d’acqua termale più alta del paese. Oltre ai bagni ci sono le sabbiature in spiaggia e i bagni di fango. Ne parliamo in relax alle terme di Beppu e negli onsen del Kyushu.

Kusatsu

Nella prefettura di Gunma, è una delle tre sorgenti celebri del Giappone. Secondo l’associazione turistica locale ha la più alta portata naturale del paese, oltre 32.300 litri al minuto, e lo Yubatake al centro del paese ne raccoglie circa 4.000.

Kinosaki

Nella prefettura di Hyogo, un paese sul fiume con sette bagni pubblici. Il pass Yumepa costa 1.500 yen al giorno e gli ospiti dei ryokan entrano gratis. Controlla le chiusure: il Kono-yu è chiuso fino al 30 ottobre 2026 e il Sato-yu dal 1° aprile 2024. Accetta i tatuaggi, ed è il motivo per cui secondo noi merita la deviazione da Kyoto.

Noboribetsu

In Hokkaido, a 90-120 minuti di treno da Sapporo più 15-20 minuti di bus. L’acqua arriva dalla Jigokudani, la “valle dell’inferno”, in nove tipi diversi. Molti hotel aprono i bagni anche a chi non dorme lì.

Dogo

A Matsuyama, sull’isola di Shikoku, Dogo Onsen dice di avere circa 3.000 anni di storia. Il suo edificio principale, l’Honkan, è bene culturale nazionale dal 1994 e ha riaperto del tutto l’11 luglio 2024 dopo cinque anni e mezzo di restauri.

Gero

Nella prefettura di Gifu, è la terza delle tre sorgenti celebri insieme a Kusatsu e Arima. L’acqua è alcalina e liscia sulla pelle, e con il pass yumeguri tegata si entra in tre bagni del paese.

Controindicazioni e salute

Le regole del Ministero dell’Ambiente, aggiornate nel 2014, sono quelle che trovi appese negli onsen. Anziani, persone con pressione alta, cardiopatie o che hanno avuto un ictus devono evitare i bagni sopra i 42 °C, e chi ha problemi di cuore o polmoni dovrebbe immergersi solo fino alla vita. Il Ministero sconsiglia il bagno anche con la febbre, con malattie gravi di cuore, polmoni o reni e con emorragie in corso. Dopo il bagno ci si alza piano per evitare i capogiri.

La gravidanza è uscita dalle controindicazioni nel 2014, perché secondo il Ministero non ci sono prove che un normale bagno termale causi aborti o parti prematuri. Se sei incinta valgono comunque le regole sulla temperatura, e noi chiederemmo prima al medico.

Quanto costa un onsen

DovePrezzo adulti
Sento di Tokyo (dal 1° agosto 2026)600 yen
Dogo Onsen Honkan, bagno Kami-no-yu, 60 minuti700 yen
Dogo, asciugamano piccolo / telo da bagno a noleggio100 / 300 yen
Dogo, pass per tre bagni valido due giorni1.440 yen
Kinosaki, pass Yumepa per i sette bagni, un giorno1.500 yen

Nei sento e nei bagni più semplici l’asciugamano spesso si paga a parte, quindi uno piccolo in valigia fa comodo, insieme a un elastico per i capelli. Il resto della lista è in cosa portare in Giappone. Per mettere i ryokan nel budget del viaggio c’è la guida a quanto costa un viaggio in Giappone, e per il resto dell’organizzazione quella al viaggio in Giappone.

Gli onsen danno il meglio d’inverno: nella guida al Giappone a dicembre trovi dove vedere la neve e le scimmie di Jigokudani.

Domande frequenti

Fonti

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Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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