Nella mitologia di India e Sud-est asiatico i naga sono esseri semidivini metà umani e metà cobra, che possono prendere forma del tutto umana o del tutto serpentina. Vivono in un regno sotterraneo legato alle acque e custodiscono tesori. In Thailandia e in Laos il re dei naga si chiama Phaya Nak: lo trovi sulle balaustre di quasi ogni tempio e, secondo la tradizione, nelle sfere di luce che salgono dal Mekong in ottobre.
Il nome viene dal sanscrito nāga, “serpente”, e in particolare il cobra. In thailandese diventa nak (นาค), e il titolo Phaya Nak (พญานาค) vuol dire “signore dei naga”. Qui sotto raccogliamo quello che dicono i testi indiani, il canone buddhista e le tradizioni thai e lao, lasciando fuori le storie che non trovano riscontro nelle fonti.
Naga: significato e origine del mito
Induismo, buddhismo e giainismo condividono l’idea di una stirpe di serpenti divini. L’Enciclopedia Britannica li descrive come esseri forti e belli, potenzialmente pericolosi ma spesso benevoli con gli uomini. Abitano il Naga-loka, chiamato anche Patala, un regno sotterraneo pieno di palazzi ornati di gemme, e sono legati a fiumi, laghi, mari e pozzi.
Da questo legame con l’acqua viene quasi tutto il resto. Il naga porta la pioggia e quindi il raccolto, ma può anche negarla o provocare alluvioni. Per questo nelle tradizioni popolari è una creatura da rispettare più che da temere: protegge chi lo onora e punisce chi lo offende.
I naga nella mitologia indiana
Nei testi indiani tre naga contano più degli altri. Shesha, detto anche Ananta, è il serpente cosmico su cui riposa Vishnu tra un ciclo di creazione e l’altro. Vasuki fa da corda nella zangolatura dell’oceano di latte, il mito in cui dei e asura cercano l’amrita, il nettare dell’immortalità. Takshaka è il capo dei serpenti.
Nel Mahabharata compare anche una donna naga: Ulupi, figlia del re dei naga, trascina Arjuna sul fondo di un fiume e lo sposa. È uno degli esempi più noti di nagini, la forma femminile, che risponde a chi cerca “donna serpente” nella mitologia asiatica.
Ancora oggi la nascita dei serpenti si festeggia con la Naga Panchami, nel mese di Shravana (luglio-agosto). Se ti incuriosiscono altri racconti, li trovi nel nostro viaggio tra i miti e leggende dell’India.
Naga e Nagaland: stesso nome, cose diverse
Le ricerche su “naga India” portano spesso anche al Nagaland. I Naga del nordest indiano sono un insieme di oltre venti popoli di lingue tibeto-birmane, e lo stato del Nagaland è nato nel 1961. Il nome coincide con quello dei serpenti mitici, ma si tratta di gruppi umani, senza legame con il mito.
Il naga nel buddhismo: Mucalinda e i monaci
Il buddhismo ha accolto i naga e ha dato loro un ruolo da protettori. Il racconto più famoso è quello di Mucalinda: mentre il Buddha medita dopo l’illuminazione, scoppia una tempesta, e il re dei naga gli avvolge il corpo con le sue spire e apre sopra la sua testa un cappuccio a sette teste. Al Metropolitan Museum di New York c’è una scultura khmer del tardo XII secolo con questa scena; in Cambogia l’immagine ebbe un culto particolare sotto il re Jayavarman VII.
Un secondo racconto spiega una parola che senti ancora oggi in Thailandia. Secondo il Vinaya, il codice monastico, un naga prese forma umana e si fece ordinare monaco. Quando la sua vera natura venne fuori, il Buddha stabilì che solo gli esseri umani possono entrare nel sangha, ma concesse che i candidati portassero il nome di naga in suo ricordo. Per questo chi sta per essere ordinato in Thailandia si chiama nak, e durante la cerimonia gli chiedono se è un essere umano.

Phaya Nak, il re serpente della Thailandia
In Thailandia e in Laos il naga ha una sua storia locale. Una leggenda dell’Isan, il nordest thailandese, racconta che il Mekong nacque dal passaggio di due re naga che strisciavano nella regione. Per questo il fiume, al confine tra Thailandia e Laos, è considerato la casa dei naga.
Secondo la credenza thai i naga si dividono in quattro famiglie reali, ognuna con un colore: Virupakkha (dorati), Erapatha (verdi), Chabbyaputta (color arcobaleno) e Kanhagotamaka (neri). Il 1° novembre 2022 il governo thailandese ha approvato il naga come creatura mitologica nazionale, e il Dipartimento delle Belle Arti ne ha disegnato il prototipo ufficiale ispirandosi a Vasuki, il naga più grande del folklore thai.
Il naga entra anche nel calendario. Nel ciclo di dodici anni usato in Thailandia il quinto anno, Marong, corrisponde al drago cinese, che però in Thailandia viene raffigurato spesso come un grande serpente. Ne parliamo nell’articolo su divinità thailandesi e astrologia.
Naga thailandese e drago cinese: la differenza
Il “drago thailandese” delle foto di viaggio è quasi sempre un naga. Il drago cinese (long) ha quattro zampe, corna e un corpo da rettile con la criniera, vola tra le nuvole e porta la pioggia dal cielo. Il naga nasce invece come cobra: niente zampe, cappuccio aperto, spesso più teste (tre, cinque, sette o nove), e abita sotto l’acqua. Nelle decorazioni thai le due figure a volte si mescolano, con naga crestati e squame dorate, ma la radice del mito resta diversa.
Dove vedere i naga nei templi
Basta entrare in un wat per trovarli. Il naga corre lungo le balaustre delle scale e termina in basso con le teste aperte a ventaglio, come a fare da guardiano a chi sale verso lo spazio sacro. Il caso più famoso è Wat Phra That Doi Suthep, a Chiang Mai, dove una scalinata di oltre 300 gradini è affiancata da due lunghi naga a sette teste; se ci vai, trovi qualche consiglio nella nostra guida a Chiang Mai tra templi e natura.
I naga compaiono anche sulle punte dei tetti, sulle cornici delle porte e dietro molte statue del Buddha seduto. Il Buddha protetto da Mucalinda è quello dedicato a chi è nato di sabato, e lo trovi in quasi tutti i templi che espongono le immagini dei sette giorni. Lo stesso motivo si ritrova in Cambogia, nei templi di Angkor che raccontiamo nell’articolo su Angkor Wat.

Le sfere di fuoco del naga sul Mekong
Il legame più spettacolare tra naga e vita di oggi si vede a Nong Khai. Le bang fai phaya nak, “razzi del re naga”, sono luci rossastre che si alzano dal Mekong e svaniscono nel cielo notturno. La gente le aspetta soprattutto nella notte di Wan Ok Phansa, la luna piena dell’undicesimo mese lunare che chiude la quaresima buddhista, di solito in ottobre.
Le segnalazioni coprono circa 250 km di fiume attorno al distretto di Phon Phisai. Nella notte di Ok Phansa del 2024 le autorità di Nong Khai hanno contato 371 sfere nei distretti di Rattanawapi e Phon Phisai, davanti a circa 147.700 persone. Nella stessa notte molte comunità lungo il fiume fanno anche il Lai Reua Fai, la processione di barche illuminate.
Per la tradizione sono i naga che salutano la fine del ritiro delle piogge. Per la scienza il fenomeno resta senza una spiegazione condivisa: si è parlato di gas di palude che si incendiano, ipotesi contestata perché quei gas non prendono fuoco da soli. Un documentario del 2002 sostenne invece che fossero proiettili traccianti sparati da soldati sulla riva laotiana, ma nel 2021 un’indagine laotiana ha riferito di non aver rilevato spari durante la notte sorvegliata. Secondo noi conviene andarci sapendo che non c’è una risposta definitiva, e godersi la festa sulle rive. Le date delle altre feste sono nel nostro calendario dei festival thailandesi.
I naga in Laos e Cambogia
Il mito del naga attraversa i confini insieme al Mekong. In Laos le credenze sul Phaya Nak sono le stesse della sponda thailandese, e i naga decorano le scale e i tetti dei templi; se pensi a un viaggio, parti dal nostro articolo sui luoghi sacri del Laos. In Cambogia la scultura khmer ha reso celebre il Buddha seduto sulle spire di Mucalinda, e ad Angkor Wat la strada rialzata di 350 metri che porta al tempio ha le balaustre a forma di naga.
Tra i nemici del naga c’è sempre Garuda, l’uomo-uccello cavalcatura di Vishnu. In Thailandia Garuda è l’emblema dello Stato, e sui frontoni del Tempio del Buddha di Smeraldo a Bangkok regge con le mani le code di due naga, sotto Vishnu che lo cavalca.
Il naga nelle diverse tradizioni
| Tradizione | Nome | Ruolo | Dove lo trovi |
|---|---|---|---|
| Induismo | Shesha (Ananta) | Serpente cosmico su cui riposa Vishnu | Sculture e dipinti di Vishnu disteso |
| Induismo | Vasuki | Corda nella zangolatura dell’oceano di latte | Rilievi del mito dell’amrita |
| Mahabharata | Ulupi | Principessa naga, sposa di Arjuna | Racconti del Mahabharata |
| Buddhismo | Mucalinda | Ripara il Buddha dalla tempesta | Buddha del sabato, sculture khmer |
| Thailandia e Laos | Phaya Nak | Signore delle acque e del Mekong, protettore dei templi | Balaustre dei templi, Nong Khai |

Cosa simboleggia il naga
Mettendo insieme le fonti, il naga è prima di tutto il padrone dell’acqua, e quindi della pioggia da cui dipendono i raccolti di riso. Poi fa da guardiano: dei tesori nel mito indiano, degli spazi sacri nei templi buddhisti, dove le sue balaustre accompagnano chi sale verso il santuario. La versione che ci piace di più resta quella di Mucalinda: un serpente enorme che, invece di attaccare, si limita a fare ombra a chi medita.
Altre storie thailandesi di spiriti e creature le trovi tra le leggende della Thailandia.
Domande frequenti
Che cosa significa naga?
Il naga è buono o cattivo?
Che differenza c'è tra naga e drago?
Cosa sono le sfere di fuoco del naga?
Perché i futuri monaci thailandesi si chiamano nak?
Fonti
- Definizione di naga, Naga-loka, Shesha, Vasuki, Takshaka e Naga Panchami: Encyclopaedia Britannica, Naga.
- Phaya Nak, leggenda del Mekong: Wikipedia, Phaya Naga.
- Sfere di fuoco, area, data di Wan Ok Phansa, ipotesi: Wikipedia, Naga fireball.
- Undicesimo mese lunare e Wan Ok Phansa: Wikipedia, Thai lunar calendar.
- Scalinata dei naga di Doi Suthep: Wikipedia, Wat Phra That Doi Suthep.
- Strada rialzata con balaustre a naga di Angkor Wat: Wikipedia, Angkor Wat.
- Garuda e naga sui frontoni del Tempio del Buddha di Smeraldo: Wikipedia, Wat Phra Kaew.
- Garuda emblema della Thailandia: Wikipedia, Emblem of Thailand.







