Yakitori: cos’è e come si fanno gli spiedini di pollo giapponesi

Yakitori giapponesi la ricetta degli spiedini di pollo e verdure 1
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Lo yakitori (焼き鳥, “uccello alla griglia”) è pollo tagliato a pezzi, infilato su spiedini di bambù e cotto sulla brace, condito solo con sale oppure con la tare, una salsa densa di soia, mirin, sake e zucchero. In Giappone si mangia nelle izakaya e nei locali specializzati, dove ogni spiedino usa una parte diversa del pollo.

Qui sotto trovi i tagli che compaiono nei menu, la differenza tra tare e shio, come si fa la salsa e la ricetta degli spiedini per quattro persone, con i consigli per cuocerli sulla griglia, nel forno o in padella. Se cerchi altri piatti da rifare a casa, li abbiamo raccolti nella pagina delle ricette giapponesi.

Spiedini di yakitori assortiti su un piatto di ardesia, con pollo, frattaglie e cipollotto

Cos’è lo yakitori

La parola unisce yaki (焼き), che indica la cottura sul fuoco, e tori (鳥), cioè uccello, che nell’uso comune vuol dire pollo. Lo stesso yaki lo ritrovi in molti piatti, come spieghiamo nell’articolo sugli yaki udon. In pratica sono spiedini (kushi) di pollo tagliato in pezzi della stessa misura e grigliati a fuoco vivo. Nei locali specializzati, gli yakitori-ya, si usa quasi tutto l’animale: carne, pelle, frattaglie e cartilagini finiscono ognuna su uno spiedino diverso, e per questo il menu può essere lunghissimo.

Il pollo alla griglia si vendeva già nelle bancarelle di epoca Meiji. I locali di yakitori però si sono diffusi davvero nel dopoguerra, quando l’allevamento industriale ha reso il pollo economico, e oggi fanno parte della cucina giapponese di tutti i giorni: si mangiano la sera, con una birra o un bicchiere di sake.

C’è un’eccezione curiosa. A Higashimatsuyama, nella prefettura di Saitama, e a Muroran, in Hokkaido, lo “yakitori” si fa con il maiale. A Higashimatsuyama si usa la carne della testa di maiale (kashira) con una salsa piccante al miso, mentre a Muroran il maiale si alterna alla cipolla e si serve con la senape.

I tagli del pollo yakitori

Questi sono i tagli che si trovano più spesso. Il condimento indicato è quello più comune, anche se ogni locale ha le sue abitudini.

NomeParte del polloDi solito
MomoCosciaTare o sale
NegimaCoscia alternata a pezzi di cipollotto (negi)Tare o sale
TsukunePolpette di pollo macinatoTare
TebasakiAlaSale
KawaPelle, grigliata finché diventa croccanteTare o sale
SasamiFiletto del pettoSale, spesso con wasabi
RebaFegatoTare
HatsuCuoreSale
SunagimoVentriglio (il durello)Sale
SeseriCarne del colloSale

Per la ricetta di casa noi preferiamo le cosce al petto. Hanno più grasso, restano succose anche con un minuto di cottura in più e la pelle sulla griglia diventa croccante. Il petto si può usare, ma secca in fretta e va tolto dal fuoco appena è cotto.

Tare o shio: le due salse

Quando ordini yakitori di solito ti chiedono se li vuoi con la tare o shio. Lo shio (塩) è semplicemente sale, sparso sulla carne prima della cottura: lascia sentire il pollo e l’aroma della brace, e al tavolo si completa con limone, pepe sansho o shichimi tōgarashi, il mix giapponese di sette spezie. La tare è la salsa scura e lucida che si spennella più volte durante la cottura, dolce e salata insieme, un po’ caramellata.

In genere il sale va sui tagli delicati o grassi, come ali, filetto e cuore, e la tare su polpette e fegato, che hanno un gusto più deciso. Se non sai scegliere, secondo noi conviene fare metà e metà: coscia con la tare, ali solo con sale e limone.

Salsa tare per yakitori: come si fa

La tare si prepara con quattro ingredienti fatti ridurre in un pentolino. Noi usiamo due parti di salsa di soia, due di mirin e una di sake, più un cucchiaio di zucchero ogni 100 ml di soia e la parte verde di un cipollotto per profumare. Le dosi esatte per quattro persone sono nella scheda qui sotto. Altre ricette usano più zucchero e meno mirin: il risultato è più dolce e più denso, quindi regolati sul tuo gusto.

La salsa va fatta sobbollire a fuoco medio-basso finché si riduce di circa metà. È pronta quando vela il dorso del cucchiaio; raffreddandosi si addensa ancora, quindi meglio fermarsi un po’ prima che lasciarla diventare uno sciroppo. Se non hai il sake puoi usare la stessa quantità di acqua o di vino bianco secco. Il limite della tare è che brucia in fretta per via dello zucchero: per questo secondo noi conviene non usarla come marinata e spennellarla solo quando il pollo è quasi cotto.

Ricetta degli yakitori, gli spiedini di pollo giapponesi

La scheda è per 12 spiedini, cioè quattro porzioni come antipasto o due come piatto unico con riso bianco. Abbiamo scelto due classici facili da fare a casa, il momo (solo coscia) e il negima (coscia e cipollotto), più qualche spiedino di verdure facoltativo.

Spiedini di pollo yakitori glassati con la tare sulla griglia del barbecue

Griglia, forno o padella: come cuocerli

Sulla griglia o sul barbecue

Molti yakitori-ya cuociono sul binchōtan, un carbone bianco ricavato dalla quercia ubame, molto compatto, che brucia pulito e a temperatura alta. Il più noto è il Kishu binchōtan della prefettura di Wakayama. A casa va benissimo la carbonella, lasciata bruciare finché le braci sono coperte di cenere bianca. Tieni la griglia vicina al fuoco, gira spesso gli spiedini e passa la tare solo negli ultimi minuti. Per non bruciare le impugnature puoi avvolgerle in un pezzetto di alluminio.

Nel forno

Usa la funzione grill alla massima potenza, con gli spiedini su una griglia sul ripiano più alto e una teglia foderata di alluminio sotto per raccogliere il grasso. Contano circa 10-12 minuti in tutto, girandoli due volte e spennellando la tare a ogni giro. Il gusto di brace non c’è, ma secondo noi è il metodo più comodo quando devi cuocere dodici spiedini insieme.

In padella

Serve una padella antiaderente o una bistecchiera di ghisa con un velo d’olio, a fuoco medio-alto. Cuoci gli spiedini circa 5 minuti per lato, poi abbassa il fuoco, copri e lascia 2-3 minuti perché la carne finisca di cuocere al centro. La tare puoi versarla direttamente in padella alla fine, girando gli spiedini finché sono lucidi. Usa spiedini corti, da 15 cm, altrimenti non entrano. È la versione meno fedele, lo ammettiamo, ma in un giorno di pioggia fa il suo lavoro.

Gli spiedini di bambù

Mettili in ammollo in acqua fredda per almeno 30 minuti prima di infilzare la carne: il legno bagnato brucia molto meno. Taglia i pezzi della stessa misura, circa 3 cm, così cuociono nello stesso tempo, e infilzali vicini senza schiacciarli, lasciando libero qualche centimetro per l’impugnatura. Per la pelle o per le verdure piccole puoi usare due spiedini paralleli, così i pezzi non girano su se stessi quando volti lo spiedo.

Varianti e verdure

In Giappone, accanto agli yakitori, si grigliano spesso anche le verdure: peperoncini shishitō (i nostri friggitelli sono il sostituto più vicino), funghi shiitake, cipollotti interi, asparagi. Si condiscono con un po’ di sale o con la stessa tare e cuociono in 3-4 minuti.

Le tsukune richiedono pollo macinato e un po’ di pazienza, perché l’impasto va compattato bene attorno allo spiedino. Aglio, zenzero ed erbe aromatiche nella carne sono aggiunte personali: buone, ma lontane dalla versione giapponese, che si affida a tare, sale e spezie al tavolo. Per affettare la coscia in pezzi regolari aiuta una buona lama, e se stai pensando di comprarne una trovi i modelli nella guida ai coltelli giapponesi.

Spiedini giapponesi: non solo yakitori

Con “spiedini giapponesi” si intendono anche altre preparazioni. Kushiyaki (串焼き) è il termine generale per qualsiasi cosa grigliata su uno spiedo, dalla carne al pesce alle verdure. Lo yakiton è la versione di maiale, frattaglie comprese. I kushikatsu sono spiedini impanati e fritti, legati soprattutto allo street food di Osaka, da intingere una sola volta nella salsa comune. Fuori dal Giappone l’idea dello spiedino con la salsa ha un parente lontano nel satay di pollo con salsa di arachidi del Sud-est asiatico.

Cosa bere e dove mangiarli in Giappone

Nelle izakaya con gli yakitori si bevono soprattutto birra, highball (whisky e soda) e sake. Se preferisci il vino, secondo noi funziona un bianco fresco e leggero come un Sauvignon Blanc o un Riesling secco, oppure un rosso poco tannico come il Pinot Nero, che non litiga con la dolcezza della tare.

In Giappone li trovi nelle izakaya, negli yakitori-ya e nei banchi delle feste. A Tokyo la zona più famosa è Omoide Yokocho, a Shinjuku, un intrico di vicoli con piccoli locali al bancone. Se stai organizzando un viaggio, nella guida su quanto costa un viaggio in Giappone abbiamo messo anche il budget per mangiare fuori.

Domande frequenti

Fonti

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Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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