Leggende indiane sul cibo: i piatti nati dai miti degli dei

Leggende indiane sul cibo: i piatti nati dai miti degli dei

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Nelle leggende indiane il cibo è quasi sempre un’offerta agli dei, e molti piatti che si mangiano ancora oggi hanno una storia sacra dietro. Il modak è il dolce preferito di Ganesha, il burro richiama Krishna bambino che lo rubava nelle case di Gokul, il poha (riso schiacciato) è il dono dell’amico povero Sudama, e il payasam di Ambalappuzha, nel Kerala, si serve da secoli per pagare un debito di chicchi di riso perso a scacchi.

Abbiamo raccolto le storie che si trovano nei testi classici, come il Mahabharata e il Bhagavata Purana, o nelle tradizioni documentate dei templi, e per ognuna il piatto e il luogo dove assaggiarlo. In fondo trovi una tabella riassuntiva e le fonti.

Il cibo nei miti indiani: offerte e prasad

Nell’induismo il cibo cucinato per un rito viene prima offerto alla divinità e poi distribuito ai fedeli come prasad, cioè benedetto. Durante il Ganesh Chaturthi, per esempio, ogni giorno si distribuiscono dolci come i modak dai padiglioni allestiti per la festa. Lo stesso schema si ripete nei templi: in cucina si prepara per il dio, e chi entra riceve una parte di quel cibo.

Il mito più antico sul cibo divino è quello della zangolatura dell’oceano di latte. Dei e asura usano il serpente Vasuki come corda e il monte Mandara come bastone per ottenere l’amrita, il nettare dell’immortalità. Se ti incuriosisce Vasuki, ne parliamo nell’articolo sul significato del naga.

Ganesha e i modak

Il modak è un fagottino di farina di riso, o di grano, ripieno di cocco grattugiato e zucchero di canna (jaggery), cotto al vapore o fritto. Nell’iconografia Ganesha tiene spesso in mano una ciotola di modak, e la tradizione lo considera il suo dolce preferito: per questo non manca mai nelle offerte del Ganesh Chaturthi, la festa di fine estate di cui parliamo nell’articolo su Ganesha e la devozione popolare.

Il dolce è molto antico. Il modaka compare già in testi ayurvedici, nel Ramayana e nel Mahabharata come gnocco dolce ripieno. Il Manasollasa, un trattato del XII secolo, descrive modaka di farina di riso con un ripieno dolce profumato al cardamomo e alla canfora.

Krishna, il ladro di burro

Krishna bambino, cresciuto tra i pastori di Gokul, rubava burro e yogurt nelle case del villaggio insieme agli amici. Per questo lo chiamano Makhan Chor, “ladro di burro”. Le vicine appendevano le pentole in alto per salvarle, ma lui trovava sempre un modo per arrivarci.

Da questa storia nasce il Dahi Handi, che si festeggia ad agosto o settembre, il giorno dopo il Krishna Janmashtami. Si appende in alto una pentola di terracotta piena di yogurt, burro o altri latticini, e squadre di ragazzi e ragazze formano piramidi umane per romperla, tra la folla che canta e fa il tifo.

Sudama e il riso schiacciato

Il Bhagavata Purana, ai capitoli 80 e 81 del decimo libro, racconta l’incontro tra Krishna, ormai signore di Dwarka, e Sudama, il suo vecchio compagno di studi caduto in povertà. La moglie di Sudama chiede in prestito ai vicini quattro manciate di riso schiacciato e le lega in un pezzo di stoffa, perché il marito non arrivi a mani vuote.

Sudama si vergogna del dono e lo nasconde. Krishna gli strappa il fagotto e ne mangia una manciata con gioia; quando torna a casa, Sudama trova al posto della capanna un palazzo. Il riso schiacciato è il poha, che in tutta l’Asia meridionale resta un piatto base della colazione.

Annakut, la montagna di cibo per Krishna

Un altro mito di Krishna diventa un banchetto. Per proteggere i pastori dalle piogge di Indra, il dio solleva il monte Govardhan e lo tiene alzato come un ombrello. Il giorno dopo Diwali molti fedeli celebrano la Govardhan Puja, detta anche Annakut, “montagna di cibo”: costruiscono un’immagine del monte e offrono a Krishna una grande varietà di piatti vegetariani. Il calendario delle altre feste è nella nostra panoramica sulle feste in India.

Draupadi e il vaso che non si svuota

Nel Mahabharata i Pandava vivono in esilio nella foresta. Surya, il dio del sole, dona a Yudhishthira un vaso di rame che produce cibo per tutti finché Draupadi non ha mangiato. Un giorno il saggio Durvasa, noto per le sue maledizioni, arriva con diecimila discepoli proprio dopo il pasto di Draupadi, e chiede da mangiare.

Draupadi invoca Krishna, che le chiede di mostrargli il vaso. Sul bordo è rimasto un frammento di riso e verdura: Krishna lo mangia, e la sua sazietà sazia anche Durvasa e i discepoli, che non tornano più a reclamare il pasto. Secondo noi è la storia più bella del gruppo, perché il miracolo si regge su un avanzo. Per il resto dell’epica c’è l’articolo sul Mahabharata e i suoi eroi.

Piatti tradizionali e leggende dell'India

Il payasam di Ambalappuzha e la leggenda degli scacchi

Il tempio di Krishna ad Ambalappuzha, circa 14 km a sud di Alappuzha, è famoso per il palpayasam, un budino dolce di latte, riso e zucchero che è l’offerta rituale del tempio. La leggenda racconta che Krishna, travestito da saggio, sfidò a scacchi il re di Chembakassery. Come premio chiese solo un po’ di riso: un chicco sulla prima casella, due sulla seconda, quattro sulla terza, raddoppiando fino alla sessantaquattresima.

Il re perse e scoprì che tutto il riso del regno non bastava: servivano oltre 18 trilioni di chicchi. Il saggio rivelò la sua vera identità e accettò un pagamento a rate, cioè il payasam servito gratis ai pellegrini ogni giorno finché il debito non fosse saldato. Si dice anche che Guruvayoorappan, la forma di Krishna venerata a Guruvayur, arrivi ogni giorno all’ora della puja per assaggiarlo. Il tempio è una deviazione facile da un viaggio tra le backwaters del Kerala.

Onam Sadya e il re Mahabali

Sempre nel Kerala, Onam ricorda il ritorno annuale di Mahabali, il re asura che secondo la leggenda governò su un’età di prosperità e uguaglianza. Per accoglierlo si prepara l’Onam Sadya, un pranzo vegetariano servito su una foglia di banano, con piatti come parippu, sambar, aviyal, olan, pachadi, pickles e diversi payasam.

Il dettaglio che preferiamo è l’urumbinulla sadya, il “sadya per le formiche”. La sera di Thiruvonam, in zone come Kuttanad, Kottayam e il nord del Malabar, si lascia sulle foglie di banano un impasto di farina di riso, cocco grattugiato e jaggery, perché si crede che le formiche accompagnino Mahabali nella sua visita dal mondo sotterraneo.

Sujata e la ciotola di kheer del Buddha

Le leggende sul cibo attraversano anche il buddhismo. Prima dell’illuminazione Siddhartha aveva passato sei anni in un’ascesi durissima. Sujata, moglie di un agricoltore, lo vide così magro da scambiarlo per lo spirito dell’albero che aveva esaudito il suo desiderio di avere un figlio, e gli offrì una ciotola di kheer, budino di riso e latte. Con quella forza ritrovata Siddhartha abbandonò gli eccessi dell’ascesi, scelse la via di mezzo e raggiunse l’illuminazione a Bodh Gaya.

Il Mahaprasad di Puri

A Puri, in Odisha, il tempio di Jagannath cucina per il dio nella Rosa Ghara, la grande cucina all’interno del complesso. I cuochi del tempio, chiamati suara e maha-suara, cucinano in pentole di terracotta su fuoco di legna, senza cipolla né aglio, e nessuno può assaggiare il cibo prima che sia offerto al dio. Dopo l’offerta il cibo diventa Mahaprasad e si distribuisce ai fedeli.

Piatti e leggende: la tabella

PiattoLeggendaDove e quando
ModakDolce preferito di GaneshaGanesh Chaturthi, soprattutto nel Maharashtra
Burro e yogurtKrishna ladro di burro a GokulDahi Handi, il giorno dopo Janmashtami
Poha (riso schiacciato)Il dono di Sudama a KrishnaColazione, in tutta l’Asia meridionale
AnnakutKrishna solleva il monte GovardhanGovardhan Puja, il giorno dopo Diwali
PalpayasamLa partita a scacchi di KrishnaTempio di Ambalappuzha, Kerala
Onam SadyaIl ritorno del re MahabaliOnam, Kerala
KheerL’offerta di Sujata al BuddhaIn tutta l’India, nelle feste
MahaprasadIl cibo offerto a JagannathTempio di Jagannath, Puri

Se vuoi passare dalle storie alla cucina di tutti i giorni, trovi piatti, regioni e spezie nella nostra guida alla cucina indiana, e altri racconti tra i miti e leggende dell’India.

Domande frequenti

Fonti
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Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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