Renge, il cucchiaio giapponese per ramen: nome, forma e uso

Il cucchiaio giapponese per il ramen si chiama renge, forma breve di chirirenge (散蓮華, scritto anche 散り蓮華), che vuol dire più o meno “petalo di loto caduto”. È il cucchiaio da zuppa di origine cinese, di solito in ceramica, con il fondo piatto e i bordi alti: serve a bere il brodo e ad appoggiare i noodles.

Cucchiaio da zuppa in porcellana bianca e blu accanto alle bacchette
Un renge in porcellana decorata, con le bacchette. Foto: Jérôme Behuet su Unsplash

In Italia lo conosciamo soprattutto dai ristoranti cinesi, e in effetti l’oggetto è lo stesso.

Cosa significa chirirenge

Il nome unisce tre kanji. 散 (chiri, dal verbo chiru) si usa per i petali e le foglie che cadono e si spargono, 蓮 (ren) è il loto e 華 (ge) è il fiore. Insieme descrivono un singolo petalo staccato da un fiore di loto. Basta guardare il cucchiaio di profilo per capire il paragone, perché la conca allungata e un po’ incurvata ha proprio quella forma.

Nell’uso comune si dice semplicemente renge, scritto in katakana (レンゲ): è anche la parola che conviene usare se lo cercate online.

Un cucchiaio arrivato dalla Cina

Il modello di partenza è il tangchi (湯匙), il cucchiaio da zuppa cinese. Una scheda della Biblioteca nazionale della Dieta giapponese spiega che il nome chirirenge esiste solo in Giappone, mentre l’oggetto sarebbe arrivato dalla Cina in epoca Edo (1603-1868), come fanno pensare gli esemplari di fabbricazione cinese ritrovati negli scavi.

Per molto tempo è rimasto un utensile della cucina cinese. Quella giapponese tradizionale non ne aveva bisogno, visto che zuppe come il misoshiru si bevono portando la ciotola alla bocca. La domanda è cresciuta quando i locali di ramen e di champon di Nagasaki si sono diffusi in tutto il paese, e da allora il renge è diventato il compagno abituale della ciotola di ramen.

Com’è fatto e cosa cambia rispetto al nostro cucchiaio

A tavola si usa come un cucchiaio da minestra, però la forma è parecchio diversa. La conca è profonda e ha il fondo piatto, quindi il renge resta in piedi da solo sul tavolo e contiene una buona quantità di brodo senza rovesciarla. Il manico è corto, spesso e piegato verso l’alto. Sulla parte superiore c’è una scanalatura, e lì va il dito indice.

Alcuni modelli recenti hanno sul manico una piccola sporgenza o un paio di rientranze che si agganciano al bordo della ciotola, così il cucchiaio non scivola nel brodo; in Giappone ne vende una versione anche la catena Daiso. Secondo noi è una di quelle idee che sembrano superflue finché non tocca ripescare il cucchiaio dal fondo di un tonkotsu bollente. Delle ciotole parliamo nell’articolo sulle forme della ciotola ramen.

Come si tiene il renge

Qui sta la differenza più grande con le nostre posate. Le guide giapponesi al galateo del ramen che abbiamo letto descrivono la stessa presa: l’indice appoggiato nella scanalatura sopra il manico, il pollice e il medio che stringono il manico ai lati. Le prime volte può sembrare complicata. Secondo noi però è la più sensata per un cucchiaio dal manico così corto e piegato, perché lo tiene fermo anche quando è pieno di brodo.

Come si usa con il ramen

Di solito il renge sta nella mano sinistra e le bacchette giapponesi nella destra. Con le bacchette si prendono i noodles, si appoggiano un attimo nel cucchiaio e poi si portano alla bocca: il renge fa da piattino e ferma le gocce di brodo prima che finiscano sul tavolo o sulla maglietta. Per bere il brodo si posano le bacchette e si passa il cucchiaio nella mano destra. Una guida giapponese consiglia anche di non mettere in bocca la punta e di accostare le labbra al lato del renge, tenendolo parallelo al tavolo.

Il passaggio dei noodles nel cucchiaio è un consiglio di galateo e resta facoltativo. Noi lo troviamo comodo soprattutto con i brodi densi e grassi, quelli che schizzano appena si sollevano i noodles. Il resto delle buone maniere a tavola lo trovate nella guida su come si mangia il ramen.

Di che materiale è fatto

Il materiale classico è la ceramica, spesso porcellana bianca o decorata. La Wikipedia giapponese ricorda che si facevano anche renge in legno, ma si è imposta la ceramica perché si produce in grandi quantità con poco lavoro. Più di recente, con la plastica stampata in un solo pezzo diventata economica, si sono moltiplicati i renge in plastica e in melamina, leggeri e difficili da rompere.

Sulla melamina serve un’avvertenza. L’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) spiega che la resina melamina-formaldeide, con il calore e con i cibi acidi, può cedere melamina e formaldeide al cibo: per questo l’istituto sconsiglia di usarla con cibi e bevande caldi, come tè, caffè e zuppe, e di scaldarla nel microonde. Il brodo del ramen appena servito rientra proprio in questo caso. Per questo in casa noi preferiamo la ceramica, anche se ha un difetto evidente: se cade sul pavimento della cucina, di solito finisce in pezzi.

Esistono poi renge in legno (mokusei renge), leggeri e piacevoli da tenere perché il legno non si scalda, e modelli in acciaio o in acciaio smaltato. Una precisazione, visto che in rete si trova spesso il contrario: l’otama (お玉, abbreviazione di otamajakushi) è il mestolo da cucina con cui si versa il brodo nella ciotola. Il nome significa anche “girino”, per via della forma, e con il cucchiaio per mangiare non c’entra.

Il renge forato

Alcuni renge hanno dei fori sul fondo e in giapponese si chiamano anaaki renge (穴あきレンゲ). Il brodo scola via e nel cucchiaio restano i pezzetti che altrimenti finirebbero sul fondo della ciotola, come il mais del miso ramen o la carne macinata del tantanmen. È un accessorio recente e con la tradizione non ha legami, anche se qualche locale lo porta in tavola insieme al miso ramen. Se a casa fate spesso ramen pieni di topping, secondo noi vale la pena averne un paio nel cassetto.

Come sceglierlo per casa

Per il ramen in brodo noi partiremmo dalla ceramica o dalla porcellana, lasciando la melamina ai piatti freddi, e controlleremmo che sul manico ci sia la scanalatura per l’indice. Molti set di ciotole giapponesi per ramen includono già cucchiaio e bacchette abbinati, e nella nostra guida ne trovate qualcuno. Per gli altri termini che incontrerete al bancone c’è il nostro glossario del ramen.

Domande frequenti

Fonti