Chashu: cos'è, ricetta originale giapponese e come usarlo nel ramen

Chashu: cos’è e come si prepara il maiale brasato del ramen

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Il chashu (チャーシュー) è pancetta di maiale arrotolata e brasata a lungo in salsa di soia, sake, mirin e zucchero, poi lasciata riposare una notte nel suo liquido. Si serve a fette sottili sopra il ramen: è il topping di carne più diffuso in Giappone, morbido, con il grasso che si scioglie e una glassa scura dolce e salata.

Il nome viene dal cantonese char siu, ma il chashu che trovi nel ramen oggi è quasi sempre brasato, non arrostito come l’originale. Qui sotto trovi le differenze con char siu e kakuni, quale taglio scegliere, la ricetta con i tempi reali e qualche idea per usarlo oltre il ramen.

Cos’è il chashu

Il chashu è un pezzo di maiale, di solito pancetta (in giapponese bara), arrotolato su sé stesso, legato con lo spago e cotto a fuoco basso in un liquido a base di soia. In Giappone questa versione brasata si chiama anche nibuta (煮豚, “maiale bollito”). Dopo la cottura la carne riposa in frigorifero nel liquido, si compatta e si affetta a rondelle che mostrano la spirale di grasso e magro.

Esistono altre versioni, che nei menu dei ramen-ya compaiono spesso con nomi diversi:

  • Yakibuta (焼豚): arrostito in forno o su griglia, più vicino all’originale cantonese.
  • Aburi chashu: fette di chashu brasato scottate con il cannello prima di servirle, per una crosticina caramellata.
  • Chashu a bassa temperatura: lonza o spalla cotte sottovuoto a 60-65 °C, rosate al centro. È una moda degli ultimi anni.

Ricetta del chashu di maiale

La ricetta è quella classica della cucina casalinga giapponese: soia, sake, mirin e zucchero in parti simili, più zenzero, aglio e cipollotto. Il passaggio che non puoi saltare è il riposo in frigorifero: la carne fredda si affetta senza sfaldarsi e assorbe altro sapore dal liquido.

Qualche indicazione in più rispetto alla scheda:

  • Arrotolare e legare: arrotola la pancetta nel senso della lunghezza con la cotenna all’esterno e legala stretta con lo spago da cucina ogni 2-3 cm. Così cuoce in modo uniforme e le fette restano intere.
  • Coperchio o carta forno: il liquido non copre tutta la carne. Gira il rotolo ogni 20 minuti, oppure appoggia sopra un disco di carta forno (in Giappone si usa l’otoshibuta, un coperchio che poggia direttamente sul liquido).
  • Il liquido non si butta: filtralo e usalo per marinare le uova sode (le ajitsuke tamago del ramen) o per insaporire il riso.
  • Prima di servire: scalda le fette in padella calda senza olio, 30 secondi per lato, oppure passale con il cannello. Il grasso si scioglie e lo zucchero della glassa caramella.

Chashu, char siu e kakuni: le differenze

Sono tre preparazioni di maiale che si somigliano e che spesso vengono confuse, anche nelle traduzioni dei menu.

ChashuChar siuKakuni
OrigineGiappone, derivato dal char siuCina meridionale (Canton)Giappone (Nagasaki), derivato dal dongpo rou cinese
CotturaBrasato in soia, sake, mirin e zuccheroArrostito dopo una marinata con miele, salsa hoisin e cinque spezieBollito e poi brasato a lungo, anche 3 ore, in sake, soia e zucchero
TaglioPancetta arrotolata, a volte spalla o lonzaSpalla o coppa a striscePancetta a cubi
AspettoRondelle con spirale di grasso, glassa scuraEsterno rosso lucido e caramellatoCubi con la cotenna, quasi gelatinosi
Come si mangiaSul ramen, sul riso (chashu don)Con riso, noodles, nei char siu baoDa solo, con senape e uovo sodo

Il nome è lo stesso: chāshū è la lettura giapponese di 叉焼, i caratteri che in cantonese si pronunciano char siu e significano “arrosto sullo spiedo”. In Giappone però la versione brasata ha preso il sopravvento, e oggi il chashu di un ramen-ya ha poco in comune con il char siu dei ristoranti cantonesi.

Quale taglio di maiale usare

  • Pancetta: la scelta classica. Il grasso tiene la carne morbida anche dopo ore di cottura. Cerca un pezzo intero di 500-800 g, alto almeno 3 cm, con strati di grasso e magro alternati.
  • Spalla (coppa): più magra della pancetta ma ancora succosa. Adatta se il grasso ti piace poco.
  • Lonza: la più magra. Brasata a lungo tende a seccarsi, quindi rende meglio con la cottura a bassa temperatura.

In macelleria chiedi una pancetta fresca intera, non stagionata né affumicata: quella da salumeria è già salata e il chashu verrebbe immangiabile.

Come usare il chashu oltre il ramen

Il posto naturale del chashu è sopra una ciotola di shoyu ramen o di ramen di maiale fatto in casa, insieme a un uovo marinato, alga nori e cipollotto. Un mestolo del liquido di cottura nel brodo per ramen dà più corpo e colore. Ma gli avanzi si usano anche in altri modi.

Ramen con fette di chashu, uovo marinato e cipollotto
Fette di chashu sul ramen, insieme all'uovo marinato. Foto: Huyen Bui su Unsplash

Chashu don

È una ciotola di riso bianco giapponese coperta di fette di chashu. Scalda le fette in padella, riduci un po’ di liquido di cottura fino a renderlo sciropposo e versalo sul riso. Completa con cipollotto a rondelle, un tuorlo crudo o un uovo marinato tagliato a metà e, se ti piace, un pizzico di shichimi togarashi. Si prepara in 10 minuti con il chashu del giorno prima.

Nei bao e nel riso saltato

Le fette di chashu stanno bene anche nei bao, i panini al vapore di origine cinese: la versione con pancetta brasata, il gua bao, è tipica di Taiwan. Tagliato a dadini, il chashu è anche l’ingrediente di carne classico del riso saltato giapponese (chāhan).

Chashu di pollo

Il tori chashu si fa con la stessa salsa usando cosce di pollo disossate o petto, arrotolati e legati. La cottura scende a 25-30 minuti. È una versione più leggera, che molti ramen-ya usano per i ramen a base di brodo di pollo.

Da dove viene il chashu

Il char siu arriva dalla cucina cantonese, dove si prepara da secoli. In Giappone il maiale in stile cinese entra con il ramen stesso, che all’inizio del Novecento si chiamava shina soba (“soba cinese”). Il Rairaiken, aperto nel 1910 ad Asakusa, a Tokyo, e considerato il primo locale specializzato in ramen, serviva già le sue ciotole con fette di maiale. Nel corso del secolo la cottura brasata, più semplice da gestire in una cucina di ramen, è diventata lo standard.

Oggi lo stile del chashu cambia da un locale all’altro più che da una regione all’altra: c’è chi lo serve arrotolato e sottile, chi a fette spesse, chi scottato al cannello, chi rosato a bassa temperatura.

Come si conserva

Il chashu si conserva in frigorifero, in un contenitore chiuso e coperto dal suo liquido, per 3-4 giorni. In freezer, già affettato e in porzioni, mantiene la qualità per 2-3 mesi: scongelalo in frigorifero e scaldalo in padella. Per brodo, noodles e gli altri componenti del ramen trovi tutti i tempi nella guida su quanto dura il ramen in frigo e in freezer.

Domande frequenti

Per servirlo come nei ramen-ya ti servono anche le ciotole giuste: trovi forme e misure nella guida alle migliori ciotole giapponesi per ramen.

Fonti
Andrea M. Avatar

Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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