Ciliegi in fiore con pagoda rossa e monte Fuji sullo sfondo

Hanami in Giappone: quando fioriscono i ciliegi e 10 posti dove vederli

11 min di lettura

In Giappone i ciliegi fioriscono tra fine marzo e inizio aprile nelle città più visitate. Nelle medie dell’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) a Tokyo i primi fiori si aprono intorno al 24 marzo e la piena fioritura arriva il 31, mentre a Kyoto e Osaka il picco cade intorno al 4 aprile. Okinawa fiorisce già a gennaio, Sapporo a inizio maggio.

La piena fioritura dura circa una settimana e le date si spostano ogni anno di qualche giorno, quindi per scegliere le città contano le previsioni, che escono tra dicembre e gennaio. Sotto trovi la tabella città per città, i siti delle previsioni, dieci zone dove fare hanami e le regole dei parchi.

Viale di ciliegi in fiore con pagoda e monte Fuji

Quando fioriscono i ciliegi in Giappone: le date medie città per città

La JMA osserva ogni anno degli alberi campione (hyōponboku) in decine di città, quasi tutti della varietà Somei Yoshino. Registra due date: il kaika, l’apertura dei primi 5-6 fiori, e il mankai, quando è sbocciato circa l’80% dei boccioli. Le date qui sotto sono i valori normali (平年値), cioè la media del trentennio 1991-2020.

CittàPrima fioritura (kaika)Piena fioritura (mankai)
Naha, Okinawa (hikanzakura)16 gennaio4 febbraio
Fukuoka22 marzo31 marzo
Tokyo24 marzo31 marzo
Hiroshima25 marzo3 aprile
Kyoto26 marzo4 aprile
Osaka27 marzo4 aprile
Nara28 marzo4 aprile
Kanazawa3 aprile8 aprile
Sendai8 aprile13 aprile
Aomori22 aprile26 aprile
Sapporo1 maggio6 maggio

Le medie sono un punto di partenza, perché negli ultimi anni la fioritura è arrivata spesso prima. Tra il 2021 e il 2026 i primi fiori di Tokyo si sono aperti tra il 14 e il 29 marzo, e a Sapporo tra il 15 e il 23 aprile, una o due settimane prima della media. Se prenoti mesi prima, secondo noi conviene centrare il viaggio sulla data di piena fioritura e tenere qualche giorno di margine da entrambe le parti.

Nelle medie JMA, dalla prima fioritura al picco passano 7-9 giorni tra Kyushu e Kansai e 4-5 giorni al nord, dove la primavera arriva di colpo. Dopo il mankai i petali iniziano a cadere, prima se piove o tira vento. Anche la pioggia di petali ha un nome, hanafubuki (“tempesta di fiori”), e secondo noi vale il viaggio quanto il picco.

Okinawa: i ciliegi di gennaio

A Okinawa la JMA non osserva la Somei Yoshino ma la hikanzakura (o kanhizakura), un ciliegio dai fiori rosa intenso a campanella che sboccia in pieno inverno. A Naha i primi fiori si aprono in media il 16 gennaio e il picco arriva il 4 febbraio. Se viaggi in Giappone a gennaio o all’inizio di febbraio, è il posto più sicuro per vedere i ciliegi in fiore; per il resto del soggiorno trovi isole e spiagge nella nostra guida al mare di Okinawa.

Previsioni della fioritura: quando escono e dove controllarle

L’Agenzia meteorologica giapponese ha smesso di pubblicare previsioni sulla fioritura nel 2010, perché ormai le offrivano già i privati, e oggi si limita a osservare gli alberi campione. Le previsioni le fanno tre società, e le prime della stagione escono tra dicembre e gennaio:

  • Japan Meteorological Corporation (日本気象株式会社), sul sito n-kishou: negli ultimi anni ha anticipato la prima previsione a metà dicembre, su circa 1.000 punti, e la aggiorna fino a fine aprile;
  • Weathernews, sul sito weathernews.jp/sakura: la prima previsione esce di solito a inizio gennaio;
  • Japan Weather Association, sul sito tenki.jp: prima previsione a fine gennaio, un aggiornamento a fine febbraio e poi uno a settimana, il mercoledì, da marzo.

Se non leggi il giapponese, la pagina più comoda è quella in inglese dell’ente del turismo giapponese (JNTO), che mostra le date previste per 15 città con i dati di tenki.jp. Le previsioni vengono aggiornate più volte e diventano più affidabili man mano che marzo si avvicina. Il nostro consiglio: prenota voli e hotel sulle medie della tabella, con qualche giorno di margine, e usa le previsioni per decidere l’ordine delle città. Nelle medie Tokyo arriva al picco qualche giorno prima di Kyoto e Osaka, e Kanazawa quattro giorni dopo: un itinerario che parte da Tokyo, scende a Kyoto e Osaka e chiude a Kanazawa segue la fioritura invece di rincorrerla.

Dove vedere i ciliegi in fiore: i posti migliori città per città

Ogni città ha decine di posti per l’hanami. Qui sotto abbiamo scelto quelli con più alberi o più facili da raggiungere, con i dati pratici controllati sui siti ufficiali. Orari, prezzi e date delle illuminazioni cambiano ogni anno: controlla la pagina del parco prima di andare.

Tokyo

Il parco di Ueno è l’hanami più classico e più affollato della città: circa 800 ciliegi nel parco, che diventano 1.200 contando zoo e templi, con le lanterne di carta accese la sera durante il Sakura Matsuri. Il parco è aperto dalle 5 alle 23. Shinjuku Gyoen è più tranquillo e secondo noi il migliore per chi ha poco tempo: circa 900 alberi di una settantina di varietà, precoci e tardive, quindi la fioritura dura più a lungo che altrove. L’ingresso costa 500 yen, in stagione non chiude il lunedì e nei weekend può servire la prenotazione; l’alcol è vietato.

A Chidorigafuchi, il fossato del Palazzo Imperiale, si cammina per circa 700 metri sotto i rami che scendono sull’acqua, e si può noleggiare una barca a remi, con tariffa maggiorata durante la fioritura. La sera gli alberi sono illuminati; banchetti sul prato, treppiedi e droni sono vietati. Lungo il fiume Meguro, invece, circa 800 ciliegi si piegano sul canale per oltre un chilometro e mezzo tra Ōhashi e Hinode-bashi: è una passeggiata, da fare in un giorno feriale.

Kyoto

Il parco di Maruyama, dietro il santuario Yasaka, ha circa 650 ciliegi e al centro il grande ciliegio piangente di Gion, piantato nel 1949 al posto del vecchio albero morto due anni prima. La sera è illuminato, ed è vietato occupare il posto con i teli. Il Sentiero del Filosofo corre per circa 1,8 km lungo un canale con circa 450 ciliegi, molti discendenti dei 300 alberelli donati dal pittore Hashimoto Kansetsu nel 1921. A sud-est della città il tempio Daigo-ji ha circa 700 alberi ed è legato all’hanami più famoso della storia giapponese, quello di Toyotomi Hideyoshi.

Due donne in kimono tra lanterne arancioni e ciliegi in fiore
Kimono e ciliegi in fiore all’ingresso di un santuario shintoista

Osaka

Il parco del Castello di Osaka ha circa 3.000 ciliegi intorno alle mura e ai fossati. Il più particolare è il Sakura no Tōrinuke della Zecca di Stato, aperto dal 1883: per una sola settimana a metà aprile la Zecca apre al pubblico un viale di circa 560 metri con oltre 300 alberi di circa 140 varietà. Negli ultimi anni serve la registrazione online con codice QR e non si può mangiare né bere lungo il percorso. Lungo il fiume Ōkawa il parco Kema Sakuranomiya allinea circa 4.800 alberi.

Hiroshima e Miyajima

Al Parco della Pace i ciliegi sono circa 300, mentre il parco di Hijiyama ne ha circa 1.300. Il giardino Shukkeien costa 350 yen. Sull’isola di Miyajima ci sono circa 1.900 ciliegi, in piena fioritura a inizio aprile.

Fukuoka

Nel parco Maizuru, tra le rovine del castello, da fine marzo a inizio aprile si tiene il Fukuoka Castle Sakura Festival, con un’illuminazione serale a pagamento; anche qui è vietato lasciare teli per tenere il posto. Il parco Nishi ha circa 1.300 alberi ed è l’unico della prefettura nella lista dei 100 luoghi più belli per i ciliegi del Giappone.

Sendai e il Tohoku

A Sendai il parco di Tsutsujigaoka ha circa 350 ciliegi, i primi piantati dal signore Date Tsunamura nel 1695. Il posto che vale il viaggio è però a Ōgawara, a sud della città: lungo il fiume Shiroishi l’Hitome Senbonzakura, “mille ciliegi con uno sguardo”, allinea oltre 1.200 alberi per circa 8 km, con il vicino parco del castello di Funaoka. La funicolare del parco è ferma da settembre 2024: controlla se ha riaperto. Più a nord, il parco del castello di Hirosaki, nella prefettura di Aomori, ha circa 2.600 ciliegi di 52 varietà e fiorisce di solito nella seconda metà di aprile, con un festival e l’illuminazione serale.

Kanazawa

Il giardino Kenrokuen ha oltre 400 ciliegi di una quarantina di varietà. Durante la fioritura apre gratis per circa una settimana, dalla mattina presto alla sera, con l’illuminazione al tramonto; il resto dell’anno l’ingresso costa 320 yen. Per mangiare all’aperto ci sono le aree indicate nel vicino parco del castello di Kanazawa.

Hokkaido

Ciliegi in fiore in un parco dell'Hokkaido
Ciliegi in fiore in Hokkaido

In Hokkaido i ciliegi arrivano tra fine aprile e inizio maggio, e spesso coincidono con la Golden Week giapponese. Il parco di Maruyama a Sapporo era famoso per gli hanami con il barbecue di jingisukan, ma dal 2024 durante la fioritura fuoco e griglie sono vietati. Il parco Moerenuma, progettato da Isamu Noguchi, ha circa 1.600 ciliegi tra cui le specie locali ezoyamazakura e chishimazakura. A Hakodate il forte a stella di Goryōkaku ne ha circa 1.500.

Nara e Yoshino

Il monte Yoshino, a sud di Nara, è il luogo dei ciliegi per eccellenza: ha circa 30.000 alberi di circa 200 varietà, per lo più ciliegi selvatici shiroyamazakura. Sono divisi in quattro zone a quote diverse (Shimo, Naka, Kami e Oku Senbon) che fioriscono una dopo l’altra, quindi la stagione dura più a lungo che in città.

Okinawa

A Okinawa la fioritura cade a gennaio. Sul monte Yaedake, a Motobu, circa 7.000 ciliegi kanhizakura fanno da sfondo a un festival tra metà gennaio e inizio febbraio, mentre il Nago Sakura Festival si tiene di solito l’ultimo fine settimana di gennaio.

Prenotare durante la fioritura: costi e periodo

Fine marzo e inizio aprile sono tra le settimane più care dell’anno per voli e hotel in Giappone, e a Kyoto le camere vicino ai templi si esauriscono presto. Nel 2027 la Pasqua cade il 28 marzo, in piena stagione, quindi anche i voli dall’Italia costeranno di più. Nella nostra guida su quanto costa un viaggio in Giappone trovi i prezzi di voli e hotel durante la fioritura confrontati con la bassa stagione, e nell’itinerario in Giappone come dividere i giorni tra Tokyo, Kyoto e Osaka.

Le stesse settimane sono anche il picco dei pollini di cedro e cipresso. Se soffri di allergia, leggi cosa sapere sulle medicine da portare in Giappone prima di fare la valigia.

Come si fa l’hanami: regole e galateo nei parchi

Fare hanami vuol dire stendere un telo sotto gli alberi e mangiare, bere e chiacchierare con amici o colleghi, spesso dal pranzo fino a sera. Il cibo si porta da casa o si compra al konbini e alle bancarelle, e la sera molti parchi accendono le lanterne per lo yozakura, l’hanami notturno. Le regole cambiano da parco a parco, ma quelle che trovi più spesso sono queste:

  • il posto si può tenere (basho-tori) solo dove e quando il parco lo permette. Nei parchi metropolitani di Tokyo i teli lasciati incustoditi vengono rimossi, e a Maruyama e al castello di Fukuoka è vietato occupare il posto in anticipo;
  • fuoco, fornelli e barbecue sono vietati quasi ovunque, comprese tende, tavoli e altoparlanti nei parchi di Tokyo come Yoyogi;
  • i rami non si toccano, non si scuotono e non ci si arrampica sugli alberi;
  • i rifiuti si riportano a casa: a Yoyogi i cestini chiudono alle 20 e i parchi chiedono di non lasciare nulla;
  • l’alcol è permesso nella maggior parte dei parchi, ma non a Shinjuku Gyoen né lungo il percorso della Zecca di Osaka;
  • in alcuni posti molto affollati, come Chidorigafuchi, sono vietati treppiedi e droni.

Secondo noi il momento migliore per un hanami tranquillo è la mattina presto di un giorno feriale, quando i teli sono ancora pochi.

Ombrelli wagasa colorati appesi a Yamaga, Kumamoto
Ombrelli wagasa di carta decorati

Storia e significato dell’hanami

Hanami (花見) significa letteralmente “guardare i fiori”. Nel periodo Nara (710-794) l’aristocrazia ammirava soprattutto i fiori di pruno (ume), arrivati dalla Cina: nel Man’yōshū, la più antica raccolta di poesie giapponesi, le poesie sul pruno sono più del doppio di quelle sul ciliegio. Nel periodo Heian (794-1185) l’attenzione passa ai ciliegi, e le cronache ricordano una festa dei fiori organizzata dall’imperatore Saga nel giardino del Shinsen-en di Kyoto nell’812, spesso indicata come il primo hanami documentato (la cronaca, però, non dice di che fiori si trattasse).

Per secoli l’hanami resta un piacere di corte e dei samurai. Il più famoso è quello organizzato da Toyotomi Hideyoshi al tempio Daigo-ji di Kyoto nella primavera del 1598: fece trapiantare 700 ciliegi e invitò più di 1.300 dame di corte. Nel periodo Edo lo shōgun Tokugawa Yoshimune fa piantare ciliegi in luoghi pubblici di Edo, come Asukayama e le rive del Sumida, e l’hanami diventa una festa popolare, con cibo, sake e musica sotto gli alberi. La Somei Yoshino, la varietà che oggi domina parchi e viali, nasce a fine periodo Edo nei vivai del villaggio di Somei, l’attuale Komagome a Tokyo, da un incrocio tra Edohigan e Ōshimazakura.

Dietro l’amore per i sakura c’è anche un mito. Nel Kojiki, la più antica cronaca del Giappone (712), il dio Ninigi sposa Konohanasakuya-hime, “la principessa che fa sbocciare i fiori degli alberi”, e rifiuta la sorella maggiore Iwanaga-hime, la principessa della roccia. Per questa scelta, racconta il mito, la vita dei discendenti di Ninigi, gli imperatori, è diventata splendida ma breve come i fiori; in una variante del Nihon shoki la sorte tocca a tutti gli esseri umani. Konohanasakuya-hime è anche la dea del Monte Fuji: trovi la sua storia, insieme alle altre leggende del Monte Fuji, nel nostro articolo dedicato.

Domande frequenti

Fonti
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Andrea M.

Digital Nomad

Andrea è un digital marketer e appassionato di cultura asiatica, convinto che il modo migliore per conoscere un paese sia attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. Viaggiatore instancabile, ha sviluppato nel tempo una profonda passione per l'Asia e le sue tradizioni, che racconta su Viaggiare in Asia con ricette testate e appunti di viaggio. Quando non è in viaggio, lavora su progetti digitali tra Malta e l'Italia.

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